AFI storicamente si caratterizza per la centralità del proprio ruolo a difesa e tutela della cultura musicale italiana. AFI rappresenta e tutela gli interessi delle Piccole e Medie imprese di produttori audio e video gestendo e ripartendo ai propri associati i diritti loro spettante per legge o convenzione. Si tratta di diritti che difficilmente possono essere riscossi tramite trattative individuali e pertanto, in Italia come in tutta Europa, se ne beneficia dando un mandato ad un società di gestione istituzionalmente preposta come AFI.

Possono far parte dell’Associazione persone fisiche o giuridiche che, in ambito comunitario, esercitano professionalmente l’attività di produttore fonografico come sotto definito. Per associarsi è necessario compilare la scheda di richiesta di iscrizione disponibile nel sito (www.afi.mi.it) o presso la Segreteria.

Titolare del diritto è il produttore di fonogrammi come definito oggi dall’Art. 78 della legge 633.
“Il produttore di fonogrammi è la persona fisica o giuridica che assume l’iniziativa e la responsabilità della prima fissazione dei suoni provenienti da una interpretazione o esecuzione o di altri suoni o di rappresentazioni di suoni”.
Oggi quindi il produttore, titolare dei diritti, non è più colui che “provvede alla stampa e fabbricazione del supporto” (come previsto dall’art. 78 prima delle recenti modifiche) ma è colui che per primo opera e investe per realizzare nuove produzioni musicali, ruolo storicamente ricoperto dai piccoli e medi produttori.

Diritto connesso per pubbliche esecuzioni
Il produttore fonografico ha diritto ad un compenso quando il supporto che contiene la registrazione musicale (cd, cassetta, ecc) viene utilizzato e diffuso da una radio, da una televisione, da una discoteca ovvero da altro pubblico esercizio. Il compenso è dovuto anche quando le utilizzazioni delle registrazioni musicali avvengono senza scopo di lucro.

Copia privata
La legge garantisce al produttore discografico il cosiddetto “equo compenso” per la riproduzione di copia privata per uso personale. Questo compenso deriva dal fatto che il consumatore trae beneficio dalla facoltà di riprodurre legalmente, per uso esclusivamente personale, fonogrammi, senza dover chiedere il preventivo consenso (licenza) agli aventi diritto.

Nastri base playback
AFI ha negoziato accordi e convenzioni con le principali emittenti televisive italiane (tra cui RAI e MEDIASET) che permettono al produttore fonografico di ricevere un corrispettivo per l’utilizzo di nastri con base musicale nel corso di programmi televisivi (cosiddetto playback).

Per prima cosa l’associato deve fornire ad AFI i dati necessari sui brani da lui prodotti e di cui ha la titolarità dei diritti. In particolare AFI deve ricevere l’elenco dei titoli delle registrazioni audio con relativi codici ISRC dell’etichetta discografica di riferimento e i dati relativi ai diritti fonomeccanici annualmente versati alla SIAE.
AFI ripartisce il compenso agli aventi diritto sulla base di una serie di parametri:

  1. Diritto connesso per pubbliche esecuzioni: ripartito sulla base dell’ammontare dei diritti fonomeccanici versati dall’associato alla SIAE e, laddove possibile, dei tabulati di riferimento ottenuti dagli utilizzatori.
  2. Copia privata: ripartita sulla base dell’ammontare dei diritti fonomeccanici versati dall’associato annualmente alla SIAE.
  3. Nastri base playback: il compenso è ripartito analiticamente sulla base delle schede compilate dall’associato (fornite preventivamente dall’AFI) in cui devono essere riportati i dati del brano registrato nel nastro e i dati del programma in cui è stato utilizzato.

Prima di tutto bisogna mantenere la titolarità dei diritti, facendone espressa indicazione nei contratti di licenza. In secondo luogo è necessario fornire ad AFI i dati relativi alla licenza in questione: titolo brano/brani oggetto del contratto, paese di riferimento, licenziatario, codici.

Con l’avvento del digitale, la grande potenzialità di sfruttamento economico del singolo brano su scala mondiale unita alla crescente perdita del valore del supporto fisico, rende fondamentale rivalutare la gestione dei diritti, fino ad oggi spesso ritenuta in secondo piano, rispetto alla vendita del prodotto fisico. Se è vero infatti che c’è crisi del “CD” è altrettanto vero che l’utilizzo della musica è in aumento. Radio web, TV satellitari, cellulari, Internet, e altri canali di diffusione digitale stanno aprendo le porte a nuovi canali di utilizzo di musica registrata su scala globale, i cui benefici potranno essere raccolti soprattutto da chi manterrà la titolarità dei propri diritti connessi.